Cosmopolitan

Bicchiere : Coppetta da Cocktail

Metodo : Shake & Strain

Decorazione : Spicchio di lime

Ingredienti :

  • 45 ml di Vodka al limone
  • 20 ml di Triple sec
  • 20 ml di Succo di Cranberry
  • 15 ml di Succo fresco di Lime

Preparazione :

Versate tutti gli ingredienti in uno shaker e riempitelo per tre quarti con ghiaccio. Migliore sarà la qualità del ghiaccio, più lunga sarà la vostra shakerata per raffreddare il drink ed ottenere il giusto grado di diluizione dai cubetti, senza correre il rischio di annacquare il cocktail. Agitate il cocktail per 10-12 secondi circa. Con uno strainer ed un colino a maglia fine filtrate il drink per trattenere il ghiaccio e versatelo in una coppetta precedentemente raffreddata.
Decorate con uno spicchio di lime, o con un peel di limone, oppure alla maniera di Dale DeGroff con una scorzetta di arancia flambata.

Note sugli ingredienti :

Contrariamente a quello che suggeriscono il colore rosa tenue e le comuni associazioni fatte dalla cultura Pop, il Cosmopolitan è un drink dal sapore asciutto e citrico e dal tenore alcolico medio alto.

Anche se per molti sembrerà superfluo ricordarlo, quando si parla di vodka al limone intendiamo una vodka ottenuta dall’infusione oppure dalla ridistillazione con scorze di limoni e assolutamente non si tratta di un liquore a base di vodka e limone.

In realtà spesso la vodka al limone viene sostituita dalla classica vodka “neutra” non aromatizzata, in tal caso chiaramente diventa necessario bilanciare i sapori della vodka e del succo di lime, ma in definitiva resto del parere che un buon Cosmopolitan necessiti di una vodka citron per mantenre il profilo della ricetta asciutto e citrico con una spiccata nota di oli della buccia del limone.

La vodka e il succo di mirtillo palustre rosso sono un punto cruciale della ricetta e potrebbe essere un errore reimmaginare il cocktail “in termini contemporanei”, cioè con ingredienti percepiti come aventi più credibilità artigianale, o meglio un eccesso di zelo per una ricercatezza in una ricetta che di suo vuole un semplice equilibrio tra ingredienti facilmente reperibili in commercio.

Comunemente viene utilizzato il triplesec, ma la ricetta del Cosmopolitan ha trovato la sua migliore realizzazione nel Cointreau, il liquore all’arancia asciutto e pulito contraddistinto dall’intenso profumo di arancia ed un corpo che migliora la texture del drink.

Il difetto più comune di molti Cosmo, è la mancanza della giusta dose di lime, che si traduce in un cocktail flaccido con una componente acida insufficiente. Il cocktail ha bisogno di un attento bilanciamento tra gli ingredienti portando al palato un bouquet di lime, arancia e limone, con un asciutto sapore di mirtillo rosso sul finale. È importante ricordare di non esagerare con il succo di cranberry, il Cosmopolitan ha un sapore evanescente, fresco e asciutto e solo minimamente dolce, dove il mirtillo rosso è solo un accento di sapore e di colore che deve restare quanto più possibile vicino al rosa pallido.

L’evoluzione della ricetta ha portato diverse alternative per decorare un “Cosmo”, che in alternativa allo spicchio di lime, prevedono un peel di limone che richiami il carattere della vodka, oppure il più spettacolare peel di arancia flambato che a naso ci anticipa il sapore del liquore all’arancia.

La Storia :

Negli ultimi anni il mood di un paio di famosi speakeasy ha condizionato pesantemente le idee dei fondamentalisti dei craftcocktails, i quali hanno confinato la vodka e buona parte dei cocktails a base di vodka in un ruolo di drinks da “serie b”, ritrovando nel Cosmopolitan la più tipica espressione dei martinis anni’90. In realtà il Cosmopolitan, che è a tutti gli effetti un nuovo classico della miscelazione al pari di un espresso martini o un bramble, ha pagato il conto dei peggiori martinis (ma leggi souroni in coppetta) degli ultimi quindici-venti anni, forse perchè è diventato un fenomeno di massa legato alla coda di una cultura pop che portava le persone ad ordinare al bancone un feticcio trendy piuttosto che il drink stesso. Una delle bar rules più copiate tra i secret bar da ambo i lati dell’Altlantico era “don’t even think to order a Cosmo“.

Nel contesto di un club con un concept forte orientato su un preciso periodo storico l’idea è più che lecita, ma “Negarlo perché è una bevanda a base di vodka è ridicolo, specialmente perchè, se preparato correttamente, è un drink delizioso”. Avendo vinto la loro rivoluzione, i fanatici del bar si sono rilassati nel corso degli anni e ora si accontentano di offrire ai clienti ciò che vogliono senza giudizio. Ciò significa che, se ordini un Cosmo in un bar di lusso in questi giorni, probabilmente arriverà con un sorriso, non un sorrisetto con annesso borbottio.

C’è un vivo dibattito su chi abbia creato il Cosmopolitan originale. Gli storici dei cocktail Jared Brown e Anistatia Miller hanno scoperto che negli anni ’30 esisteva già un cocktail con lo stesso nome e sostanzialmente una formula non lontana dal cocktail che conosciamo noi. Il manuale del 1934 Pioneers of Mixing at Elite Bars tra i daisies riportava un Cosmopolitan preparato in questo modo: un Jigger di Gin, 2 dashes di Cointreau, il succo di un limone, e un cucchiaino di sciroppo al lampone, shakerato e servito in un goblet.

L’utilizzo del succo di mirtillo rosso americano nei cocktail risale agli anni ’40, infatti la cooperativa agricola “Massachusetts Ocean Spray”, specializzata nella coltivazione del mirtillo rosso, introdusse sul mercato un drink a base di vodka e succo di Cranberry che inizialmente venne chiamato “Harpoon” e che successivamente prese il nome di Cape Codder alla fine degli anni Settanta.

L’intera storia di questo cocktail è stata tracciata dettagliatamente da Cheryl Charming l’autrice del libro “The Cocktail Companion“, ma procediamo per ordine.

La ricetta del Cosmopolitan, a dirla tutta non è proprio così recente, sembra che il nome ed il colore rosa chiaro abbiano ispirato nel tempo altri bartenders, infatti tra gli anni ’70 e ’80 troviamo almeno due bartender a cui attribuire l’idea di un drink chiamato Cosmopolitan. Senza dubbio, però, è stato negli anni Novanta che questo drink con vodka e succo di cranberry è stato il cocktail più conosciuto tra New York e Londra.

Cosmopolitan Cocktail History | MissCharming.com
Neal Murray, dall’Archivio di C. Charming

Il primo barman a cui viene attribuita la paternità del Cosmopolitan è Neal Murray che agli inizi degli anni ’70 al Cork ‘n Cleaver di Minneapolis diede vita alla ricetta sempilcemente combinando gli ingredienti di un Kamicaze e di un Capecodder. Partendo dall’idea che la clientela stava spostando i propri gusti verso la vodka, aggiunse il triplesec al succo di cranberry e al cordial al lime in un drink preparato nello shaker e servito in coppetta. Lo stesso Neal ha raccontato l’aneddoto in cui mentre spiegava il suo drink ad un cliente disse , che il cocktail era rosa perchè aveva bisogno di un po’ di colore, scherzando sul fatto che inizialmente fu rifiutato al Cork ‘n Cleaver per via del colore della sua pelle, ed il cliente semplicemente esclamò “How Cosmopolitan“.
Successivamente Murray si trasferì a San Francisco, dove lavorò prima all’Elite Cafe e e poi al Fog City Diner. Murray non solo era solito proporre il suo cocktail a chiunque incontrasse al bancone, ma ordinava un Cosmopolitan in qualsiasi bar andasse come cliente. Per una serie di fortunate coincidenze il passaggio per i due bar della città californiana fu particolarmente importante, perchè diede vita ad un lungo passaparola che portò la ricetta Cosmopolitan in giro per gli Stati Uniti.

Anche se ha debuttato più di quindici anni dopo, il nome di Cheryl Cook è quello che maggiormente viene legato alla creazione della ricetta del Cosmopolitan. Cheryl lavorava al bancone dello Strand di Miami, un locale a South Beach. Con in mente l’idea di trovare una nuova ricetta da mettere nel bicchiere da Martini, Cook ripropose un Kamikaze utilizzando una nuova vodka agli agrumi proposta dal marchio Absolut, triple sec, lime cordial e abbastanza succo di cranberry per renderlo “deliziosamente rosa“.

The Strand, South Beach, Miami

Il bicchiere ed il colore rendevano il cocktail così invitante che la clientela iniziò subito ad ordinarne uno. Cheryl ha raccontato che scelse il nome Cosmopolitan per la tonalità rosa di una edizione speciale della omonima rivista che qualche tempo prima aveva dedicato un articolo proprio allo Strand.
La storia del cocktail inventato a Miami è stata riportata da una voce autorevole come Gary Regan, che dopo una prima intervista con Cheryl Cook, ha collocato la nascita della ricetta al 1985 (forse per una ricordo sbagliato della barmaid), in realtà il marchio Absolut non mise sul mercato la vodka citron prima del 1988. Successivamente grazie all’aiuto delle ricerche fatte dalla esperta C. Charming, Ms. Cook ha potuto facilmente risalire alla data precisa in cui preparò il suo drink per la prima volta, grazie alla copertina di Cosmopolitan del Marzo 1989.

Cheryl Cook e la copertina di Cosmopolitan Marzo 1989

Il dualismo sulla nascita di questo cocktail lascia interdetti in quanto entrambe le storie sono verosimilmente plausibili, ma in realtà il Cosmopolitan è un prodotto del suo tempo, alla fine degli anni ’80 e all’inizio degli anni ’90, la vodka era il distillato preferito al bar, e non sembra difficile immaginare in due posti ed in due momenti diversi una ricetta che unisca due drink così semplici e conosciuti come il capecodder ed un kamikaze.

Alla fine degli anni ’80 Patrick “Patty” Mitten, un ballerino proveniente da San Francisco, che per secondo lavoro faceva il bartender, approdò a New York e iniziò a lavorare al Life Café. Lì passò la ricetta di questo “Kamikaze con cranberry” ai colleghi che lavoravano al bancone con lui, tra i quali c’era Melissa Huffsmith Roth. Nel 1989 Melissa dopo aver lasciato il Life all’East Village, iniziò a lavorare all’Odeon di New York ed inevitabilmente portò con sè la ricetta di questo drink che spopolava prima di tutto tra gli addetti ai lavori e di conseguenza veniva proposto alla più urbana e ricca clientela internazionale di Tribeca.

A Proper Drink, di Robert Simonson
Toby Cecchini, Cosmopolitan, 2003

All’Odeon il Cosmopolitan riscosse un notevole successo negli anni successivi, tanto che si iniziò ad attribuire la paternità della ricetta a Toby Cecchini, forse il barman più in vista ad aver calpestato la pedana del club di Tribeca. Sebbene non sia stato Cecchini a creare la ricetta, di certo a lui dobbiamo la versione del drink come lo prepariamo oggi, con succo di lime fresco al posto del Lime Cordial Rose’s e con uno zest di limone a decorazione, che rappresenta la firma del barman italoamericano tra le diverse decorazioni che si propongono sul Cosmo.
Lo stesso Toby Cecchini ha precisato nel suo libro “Cosmopolitan: A bartender’s life“, che non è stato lui a creare il Cosmopolitan, piuttosto modificò la ricetta prendendo spunto dal drink che gli fece assaggiare la sua collega “Mesa” (Melissa Huffsmith).

Toby Cecchini ed il suo Cosmopolitan

Come anticipato prima, San Francisco è stato un nodo nevralgico nello sviluppo della storia del Cosmopolitan. Infatti come dall’Elite bar il drink di Murray arrivò a New York, capitò la stessa cosa quando King Cocktail Dale DeGroff assaggiò per la prima volta il Cosmopolitan mentre era in visita al Fog City Diner e decise di portare la ricetta nella Grande Mela al Rainbow Room.

Dale DeGroff

Dato lo spessore della personalità di DeGroff che già in quegli anni era una celebrità nei cocktail bar di New York, non ci volle molto prima che gli venisse attribuita la paternità della ricetta. Complice anche la prima pubblicazione della ricetta su di un giornale, infatti nel novembre del ’94 il Central New Jersey Home News (Brunswick, New Jersey) riportavan la ricetta di un Cosmopolitan che era stata gentilmente concessa dal Head Bartender del Rainbow Room.
Nel suo “The Craft of the Cocktail” Dale DeGroff racconta di non aver inventato il Cosmopolitan, però, ha reso famosa la versione che poi è diventata uno standard, forse ignorando che Cecchini già aveva fatto più o meno la stessa cosa.
Se un’immagine parla più di mille parole, DeGroff lascia a tutti la libertà di avere diversi punti di vista a riguardo, ma sigilla il suo libro più famoso con un Comopolitan in copertina decorato con lo zest di arancia flambato che è la sua firma.

2002, Dale DeGroff: TheCraft of the Cocktail
Immagine
1997 Madonna al Rainbow Room

Il Rainbow Room ha rappresentato un incredibile trampolino di lancio per il Cosmopolitan, perchè unitamente al successo che riscuoteva tra i baristi e la clientela in genere, fu proprio nel noto locale di New York che la star Madonna fu fotografata con un Cosmo nel bicchiere da martini durante il party per i Grammy Awards. Lo scatto immediatamente ha catapultato il cocktail nell’Olimpo patinato dei media trasformandolo in una vera e propria icona del bere di quei tempi.

Rinomato nella scena dei club di Miami e New York frequentati dalle comunità più modaiole che segnavano il trend di quei tempi, alla fine degli anni ’90 il drink ha guadagnato un posto sugli schermi tv tramite la serie Sex and the City, diventando l’ordinazione di riferimento per l’emancipato pubblico femminile appassionato della serie delle quattro newyorkesi.


error: Questi contenuti sono protetti da copyright ©. Usa la pagina Contatti per chiederci una collaborazione, saremo lieti di partecipare ☻