A la Louisiane

De la Louisiane

Bicchiere: Coppetta da Cocktail

Tecnica: Stir & Strain

Decorazione: Ciliegia sottospirito

Ingredienti:

  • 22 ml di Rye whiskey
  • 22 ml di Vermouth dolce
  • 22 ml di Bénédictine
  • 3 ml di Assenzio
  • 2 dashes di Peychaud’s bitters

Preparazione:

Unire tutti gli ingredienti in un mixing glass riempito per tre quarti con ghiaccio. Mescolare per 10 – 12 secondi, finché non si raffredda e il ghiaccio ha dato la necessaria diluizione. Il tempo di preparazione può variare a seconda della qualità di ghiaccio che si sta usando.
Filtrare in una coppetta da cocktail gelata.
Decorare con 3 ciliegie.

Note sugli ingredienti:

Come il nome che alle volte è preceduto da un “de”, potreste incontrare versioni di questa ricetta con proporzioni diverse. Tradizionalmente, è fatta in parti uguali di rye, bénédictine e vermouth. Un rapporto semplice che dà al cocktail tanta morbidezza e ne fa apprezzare il tenore alcolico senza che però sembri troppo forte di spirito. Anche se, a dire il vero, può sembrare troppo dolce ai palati che si aspettano un drink con carattere.

A tale proposito, un suggerimento, comunemente accettato che incontra i palati dei bevitori dei nostri giorni, viene dalla versione di Jim Meehan, che interpreta questo drink come un” Manhattan con l’anima creola”, e aumenta a 60 ml la quantità di Rye, per stemperare la parte zuccherina.
Questo aggiustamento verso una ricetta più forte di whiskey potrebbe sembrare lontano dalla natura della ricetta di fine ‘800, in realtà in un cocktail dove gli ingredienti sono in un equilibrio tanto delicato, va inteso che la qualità del whiskey usato fa decisamente la differenza e che i rye attuali hanno un sapore più pulito.

Il vermouth e il Bénédictine danno dolcezza e corpo al drink e arricchiscono il profilo aromatico richiamato dall’assenzio e dal Peychaud’s bitters, che aggiungono note speziate ed erbacee e portano equilibrio nel cocktail.

Dato il sapore morbido e complesso, come per il Vieux Carré, anche questo cocktail rischia di risultare troppo diluito se non facciamo attenzione alla qualità del ghiaccio usato e se lo mescoliamo anche qualche secondo di troppo.

A dispetto di uno stile sobrio e di un sapore più asciutto, le tre ciliegie infilate sul cocktail pick sono la decorazione che distingue questo drink.

L’ingresso de “La Louisiane”

La Storia:

Gli ingredienti lasciano intuire che il cocktail è nato nella Crescent City, dove sono stati miscelati drinks come il Sazerac e il Ramos Gin Fizz . Come per tutti i cocktail icona di New Orleans, la prima traccia storica la ritroviamo nell’edizione del 1938 “Famous New Orleans Drinks and How to Mix ‘Em” di Stanley Clisby Arthur.

A volte chiamato De La Louisiane, ma generalmente indicato con il suo nome più lungo, il Cocktail à la Louisiane è stato creato al ristorante creolo de “La Louisiane” aperto nel 1881 su Iberville street nel quartiere francese (attualmente fa parte dell’Hotel Mazarin).
Come si legge nel libro di Arthur, era il signature del ristorante, dove presumibilmente si abbinava bene ai piatti speziati e piccanti della ricca cucina creola.

1938 Famous New Orleans Drinks and How to Mix 'Em
1938 Famous New Orleans Drinks and How to Mix ‘Em

Dal nome francese così affascinante, il cocktail a la Louisiane condivide un profilo simile ad altri classici di New Orleans, eppure negli anni non ha raggiunto il successo di altre ricette molto più presenti nei manuali da barman, e nei menù lontano dal Bayou.
Probabilmente a differenza di altre ricette che erano note alla clientela dei locali più conosciuti della Big Easy, a causa di diversi cambi di gestione negli anni ’30, il cocktail a la Louisiane ha subito la stessa sorte del locale dove venne creato, finendo quasi per essere dimenticato quando l’hotel ed il ristorante chiusero i battenti.

Solo nel primo decennio degli anni 2000, insieme alla riscoperta del rye whiskey, il drink ha suscitato di nuovo interesse nei barmen della città, facendo diventare la ricetta oggetto di discussione in merito alla dose di whiskey da utilizzare. Non ultimo anche Jim Meehan ha trattato la ricetta nel suo PDT Cocktail Book.

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